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Valenze emotive del ballo

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Nel ballo si ritrovano moltissimi significati soggettivi e valenze personali, soprattutto nei balli di coppia, i quali si fondano su una perfetta intesa con il partner.

La danza è infatti ritenuta una esperienza formativa, poiché oltre alla possibilità di migliorare la resistenza e il tono muscolare, concorre a formare la propria identità migliorando la nostra relazione con gli altri. Ballare aiuta infatti a essere più sicuri, aiutandoci anche a percepire la musica, il ritmo e una intesa fisica con il partner. Sono tantissimi i balli di coppia: dal cha cha cha alla rumba, dalla salsa al tango argentino, e per ogni danza i movimenti sono diversi, le affinità richieste sono diverse, e impariamo con la musica a rispettare gli spazi e i tempi insieme al nostro partner, a condurre e a essere condotti.

Ballare libera la mente, conduce in una dimensione in cui ci sentiamo fusi con un’altra persona e non necessariamente in una fusione “amorosa”, ma relazionale.

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La sindrome da acquisti compulsivi

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© Francesca Catastini
http://www.francescacatastini.it

La sindrome da acquisti compulsivi indica il desiderio compulsivo di fare acquisti. Chi ha letto la nota serie I Love Shopping di Sophie Kinsella conosce il problema, banalizzato ma reso molto chiaro dalla scrittrice. Il desiderio di comprare diventa un impulso irrefrenabile conducendo a comprensibili problemi di tipo economico e spesso conseguentemente relazionale.

In seguito all’acquisto compulsivo di oggetti d’ogni tipo, che il più delle volte vengono messi da parte o regalati oppure buttati via, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna.

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Segnare punti con l’altro sesso

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da “Cinquanta modi per segnare punti con la propria compagna”

4) regalatele dei fiori e non solo in occasioni di compleanni e anniversari.

da “Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere”, G. C. Giacobbe

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“Segnare punti con l’altro sesso”

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da “Cinquanta modi per segnare punti con la propria compagna”

1) tornando a casa, cercatela e abbracciatela

Alla ricerca delle coccole perdute   G. C. Giacobbe

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LETTERA: come togliere il pannolino

 

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Gent. Dottoressa,

sono la mamma di Riccardo, un bambino che ha 3 anni e non vuole togliere il pannolino. Quando gli propongo di fare la pipì nel suo vasino si innervosisce e non vuole. Pensavo di spannolarlo in questi giorni complice il caldo, ma non ne vuole sapere. Mio marito crede non sia così importante e non mi supporta quando insisto con il bambino…secondo lei devo insistere? Sono un po’ demotivata, vorrei un po’ di supporto..

Cristina

Buongiorno Cristina,

togliere i pannolini rappresenta una fase molto importante per i bambini e non è uguale per tutti…c’è chi se lo toglie autonomamente come scelta di indipendenza o chi non è pronto nonostante sia grandicello….la cosa importante è che le mamme non si preoccupino. I bambini comprendono gli stati d’animo delle mamme e per loro è facile percepire pressioni psicologiche…è una fase di crescita molto delicata, deve essere una loro scelta, alle mamme resta da accompagnarli e offrire il loro sostegno ma se non sono i bambini ad essere convinti è difficile e stressante. Il periodo dell’estate è l’ideale, ci possono essere occasioni di piccole vacanze, gite, giochi d’acqua, tutte situazioni che potrebbero offrire spunti per iniziare questa avventura dello stare senza pannolino.

Cercate di creare situazioni di novità..e incentivare la curiosità e la voglia di essere più grande, ma se vedete che non è pronto siate sereni senza mettergli ansie..vi farà capire lui quando è pronto! E tranquilla, non aspetterà ancora a lungo!

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Perdita del lavoro: importante la richiesta di aiuto

Foto di Francesca Catastini www.francescacacastini.it

© Francesca Catastini
http://www.francescacatastini.it

Le risorse individuali nell’affrontare un evento fonte di stress, in questo caso la perdita del lavoro, sono molto importanti, variano da individuo a individuo.

Le conseguenze comportano sintomi sia fisici che psicologici (nervosismo, irascibilità, affaticamento, depressione, attacchi di panico o ansia). Possono esserci, oltre a tali sintomi, manifestazioni psicosomatiche come gastrite, dermatiti o mal di testa. Dinnanzi a un evento traumatico di questo tipo, non ci si trova solo a fare i conti con il venir meno di una fonte di sostentamento, ma anche con quelli che sono i suoi risvolti psicologici e sociali. È necessario chiedere aiuto, non vergognarsi. Molti sperimentano un senso di colpa pensando di esserne responsabili. Ma non sempre è così, ed è importante condividere e confrontarsi con gli altri.  Se il problema dovesse essere troppo gravoso, al punto da non riuscire a esprimerlo con gli amici o il partner (coinvolto anche dal punto di vista economico) è bene rivolgersi ad un professionista, uno psicologo che sarà di ausilio a rafforzare i propri punti di forza per ricollocarsi e rimettersi in gioco.

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Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere: quando i Marziani non parlano

Foto di Francesca Catastini www.francescacatastini.it

© Francesca Catastini
http://www.francescacatastini.it

La donna fraintende spesso il silenzio maschile. A seconda del suo stato d’animo, può arrivare addirittura ad immaginare il peggio: “mi odia, vuole lasciarmi” perchè le sole occasioni in cui una donna sceglie il silenzio sono quelle in cui quello che ha da dire è troppo doloroso o quando non vuole parlare con un uomo perchè non si fida più.

Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere, J. Gray

Sarà quindi necessario tener presente che le donne e gli uomini parlano linguaggi diversi e anche diverse connotazioni assume il silenzio. Le relazioni funzionali sono quelle dove uomini e donne comprendono le loro diversità e imparano a interpretare correttamente le parole e i silenzi dell’altro.

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