Archivi tag: maternità

Come cambia l’assetto della coppia e la vita della donna con la nascita del primo figlio

Foto di Anne Geddes

Foto di Anne Geddes

L’arrivo di un figlio, soprattutto se il primo, porta nella coppia molti cambiamenti: da coppia i due partner devono prepararsi a diventare famiglia, le priorità cambiano, come cambiano anche gli orari e l’organizzazione della giornata. È il bambino che impone le sue routine e tutto giustamente ruota intorno a lui, ai tempi della pappa, della nanna, del riposo.

Se questa nuova riorganizzazione della quotidianità per la coppia è fonte di immensa gioia, per la neomamma può rappresentare anche un momento particolarmente delicato, a causa dell’enorme mole di lavoro ed energia necessaria per l’accudimento del bambino. Le notti insonni, i mille interrogativi che affliggono le neomamme, sono tutti fattori che concorrono all’instaurarsi nella donna di una stanchezza che la affiancherà per i primi mesi. È questo un importante periodo per la coppia, che deve ricostruirsi per trovare nuove modalità organizzative nella gestione pratica della casa, ma anche nuovi stili comunicativi fondati su una maggiore intesa con il partner.

3 commenti

Archiviato in BAMBINI, GENITORI E FIGLI, MATERNITA' E GRAVIDANZA, UOMINI E DONNE

Il bisogno di attaccamento nei bambini

Foto di Anne Geddes

Foto di Anne Geddes

Il comportamento di attaccamento è quella forma di comportamento che si manifesta in una persona che mantiene una vicinanza nei confronti di un’altra persona significativa di riferimento.
Il più grande studioso di questa teoria è stato John Bowlby, che sosteneva che all’inizio della vita l’essere nutriti equivale all’essere amati, il bisogno biologico legato all’alimentazione è presente insieme a un altro bisogno, anch’esso fondamentale, di essere amati.
Prendere in braccio il proprio piccolo che piange è la risposta più adeguata, da parte della madre, ad un segnale di disagio del bambino: esso non si configura come un rinforzo nè come un comportamento che condiziona il piccolo rendendolo “viziato” come asseriscono tutti quelli che ritengono che alcune cose “non vanno fatte per non viziare il bambino”. In questi casi è importante prendere in braccio il bambino, cullarlo, fornirgli quella sicurezza di cui ha bisogno per lo sviluppo di un attaccamento sicuro. La ricerca della vicinanza può essere considerata la manifestazione più esplicita dell’attaccamento.
Gli esseri umani hanno una predisposizione innata a formare relazioni con le figure genitoriali primarie.
Queste relazioni si formano durante il primo anno di vita del bambino ed hanno funzione di protezione.

Lascia un commento

Archiviato in BAMBINI, GENITORI E FIGLI, MATERNITA' E GRAVIDANZA, UOMINI E DONNE

“perchè se no prende il vizio”

Foto di Anne Geddes

Foto di Anne Geddes

L’arrivo dei figli spesso è accompagnato, soprattutto nel caso del primo, da indicazioni, commenti, che le persone si sentono in dovere di fare per aiutare la coppia dei neogenitori a gestire al meglio il piccolo. Tra i molti consigli che si ricevono, spesso ben accetti perché fatti da chi ha più esperienza, in alcuni casi spuntano quella sorta di “terrorismi psicologici” dei famosi “vizi”. “Non tenete il bambino in braccio”, “non fatelo dormire nel lettone”….tutte frasi accompagnate dallo stesso epilogo: “se no prende il vizio”. Questo, se per alcuni casi può essere un utile suggerimento, per non abituare i bambini a gesti se non possono essere mantenuti, si rivela d’altro lato anche privo di utilità: perché non godere reciprocamente della forma più importante di contatto che c’è tra un genitore e un figlio, lo stare in braccio, o il dormire nel lettone, se i genitori e i bambini sentono il desiderio e possono farlo?

2 commenti

Archiviato in BAMBINI, GENITORI E FIGLI, MATERNITA' E GRAVIDANZA, PREGIUDIZI