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Come cambia l’assetto della coppia e la vita della donna con la nascita del primo figlio

Foto di Anne Geddes

Foto di Anne Geddes

L’arrivo di un figlio, soprattutto se il primo, porta nella coppia molti cambiamenti: da coppia i due partner devono prepararsi a diventare famiglia, le priorità cambiano, come cambiano anche gli orari e l’organizzazione della giornata. È il bambino che impone le sue routine e tutto giustamente ruota intorno a lui, ai tempi della pappa, della nanna, del riposo.

Se questa nuova riorganizzazione della quotidianità per la coppia è fonte di immensa gioia, per la neomamma può rappresentare anche un momento particolarmente delicato, a causa dell’enorme mole di lavoro ed energia necessaria per l’accudimento del bambino. Le notti insonni, i mille interrogativi che affliggono le neomamme, sono tutti fattori che concorrono all’instaurarsi nella donna di una stanchezza che la affiancherà per i primi mesi. È questo un importante periodo per la coppia, che deve ricostruirsi per trovare nuove modalità organizzative nella gestione pratica della casa, ma anche nuovi stili comunicativi fondati su una maggiore intesa con il partner.

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Come insegnare a un adulto a fare la nanna (dal punto di vista del neonato)

Foto di Anne Geddes

Foto di Anne Geddes

“Ok, questa è la mia situazione. Sono nato da 7 mesi. I primi mesi erano grandiosi – piangevo, la Mamma mi prendeva in braccio e mi allattava a qualunque ora del giorno e della notte. Poi qualcosa è cambiato. Nelle ultime settimane la Mamma sta cercando di DTLN (Dormire Tutta La Notte). All’inizio pensavo che fosse una fase, ma niente da fare, sta andando sempre peggio. Ho parlato con altri bimbi e sembra che sia un atteggiamento abbastanza comune tra le Mamme dopo 6 mesi dalla nostra nascita. Il fatto è questo: le Mamme non hanno veramente bisogno di dormire. E’ solo un’abitudine. Molte di loro hanno dormito per almeno 30 anni, non ne hanno più bisogno. Così ho elaborato un piano e l’ho chiamato il metodo del Pianto. Funziona così: Prima notte: piangere ogni 3 ore fino a che non vi avrà allattato. Lo so. E’ difficile. E’ difficile vedere le vostre Mamme sconvolte dal vostro pianto. Ricordatevi però che lo fate per il suo bene. Seconda notte: piangere ogni 2 ore fino a che non vi avrà allattato. Terza notte: piangere ogni ora.. La maggior parte delle Mamme iniziano a rispondere a questo metodo più velocemente dopo la terza notte. Alcune Mamme sono più toste, e potrebbero resistere di più al cambiamento. Queste Mamme staranno sulla soglia della vostra camera per ore, facendo shh-shh-shh. Non dategliela vinta. Non mi stancherò mai di ripetere questo fondamentale concetto: la COERENZA è la chiave di tutto! Se lascerete che la vostra Mamma DTLN (Dorma Tutta La Notte), anche solo una volta, si aspetterà di poterlo fare tutte le notti. LO SO, E’ DAVVERO DIFFICILE! Ma lei sul serio non ha bisogno di dormire, sta solo facendo resistenza al cambiamento. Se avete una Mamma davvero davvero tosta, potete smettere di piangere per circa 10 minuti, quel tanto che basta perchè lei torni a letto e si addormenti. Poi piangete ancora. Questo FUNZIONERA’ sicuramente. La mia Mamma una volta stette sveglia per 10 ore filate, quindi sappiate che ce la possono fare. Ieri notte, per esempio, ho pianto ogni ora. Dovete solo decidervi ed essere fedeli al vostro programma. SIATE COERENTI! Mi è capitato di piangere per qualsiasi ragione. Il mio sacco nanna mi solleticava i piedi. Ho sentito una piega sotto il lenzuolo. Ho visto un’ombra sul muro. Ho fatto un ruttino, e sapeva di pera. E non ho mangiato la pera da oggi a pranzo, come la mettiamo? Il gatto ha fatto “miao”. Dovrei saperlo, la Mamma me lo ripete 20 volte al giorno che fa “miao”. Una volta ho pianto perchè mi piaceva l’effetto del suono della mia voce che faceva l’eco sul baby monitor nell’altra stanza. Troppo caldo, troppo freddo, non importa! Continuate a piangere!! Magari ci vorrà un po’ di tempo, ma funziona. La Mamma alla fine mi ha allattato alle 4 del mattino. Bisogna pian piano diminuire gli intervalli tra le poppate in modo da resettare l’orologio interno della vostra Mamma. Qualche volta la mia Mamma chiama i rinforzi e manda il Papà. Non vi preoccupate, i Papà non sono fatti per non dormire come lo sono le Mamme. Potranno al massimo darvi qualche pacca rassicurante e qualche shh-shh-shh prima di dichiararsi sconfitti e rimandare la Mamma. Inoltre, state attenti alle musichette rilassanti con il rumore della pioggia. Mi piace dare alla Mamma false speranze ascoltando il rumore della pioggia mentre mi mette a letto e facendo finta di chiudere gli occhi ed addormentarmi; aspetto finchè la Mamma non torna a dormire e poi le dò il colpo di grazia con un pianto a sorpresa. Se non mi prende tra le braccia abbastanza velocemente continuo con tutto il repertorio: tosse finta, suoni gutturali e altre cose così che la fanno correre alla culla. Sono sicuro che a un certo punto inizierà a realizzare che davvero non ha davvero bisogno di dormire. P.S. Non fatevi prendere in giro con quei cosi di gomma, non importa quanto li succhiate, non verrà mai fuori il latte. Fidatevi.”

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Adolescenti: una storia umoristica per la presentazione della pagella!

Un padre entra nella camera della figlia e la trova vuota con una lettera sul letto.

Presagendo il peggio, apre la lettera e legge quanto segue:

‘Caro papà, mi dispiace molto doverti dire che me ne sono andata col mio nuovo ragazzo.
Ho trovato il vero amore e lui, dovresti vederlo, è cosí carino con tutti i suoi tatuaggi, il piercing e quella sua grossa moto veloce.

Ma non è tutto, papà: finalmente sono incinta e Abdul dice che staremo benissimo nella sua roulotte in mezzo ai boschi.

Lui vuole avere tanti altri bambini e questo è anche il mio sogno. E dato che ho scoperto che la marijuana non fa male, noi la coltiveremo anche per i nostri amici, quando non avranno più la cocaina e l’ecstasy di cui hanno bisogno.

Nel frattempo, spero che la scienza trovi una cura per l’AIDS così Abdul potrà stare un po’ meglio: se lo merita!
Papà, non preoccuparti, ho già 15 anni, so badare a me stessa. Inoltre Abdul, forte dei suoi 44 anni di età, mi segue e mi consiglia al meglio nelle scelte, come quella di convertirmi all’islam.
Spero di venire a trovarti presto cosí potrai conoscere i tuoi nipotini. La tua adorata bambina.


P.S.: tutte palle, papà! Sono dai vicini. Volevo solo dirti che nella vita ci sono cose peggiori della pagella che ti ho lasciato sul comodino. Ti voglio bene!’

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La scelta delle sedute sistemiche

Foto di Francesca Catastini www.francescatastini.it

© Francesca Catastini
http://www.francescacatastini.it

Le persone non sono isolate dai contesti, ma si muovono in vari sistemi, con i quali non possono non interagire. Dal punto di vista psicologico, un Sistema è un insieme di persone in relazione tra loro e unite da legami affettivi.

Tutte le relazioni tra persone si evolvono all’interno vari sistemi, attraversando delle tappe fisiologiche, dei momenti di transizione per i quali è necessaria una  riorganizzazione tra le persone che fanno parte di quel contesto: è il caso di ogni individuo, delle famiglie, delle coppie, come anche dei gruppi nell’ambiente di lavoro o dei gruppi di amici in cui siano presenti legami. Le modificazioni di un sistema o di un elemento di un sistema si ripercuotono sugli altri sistemi e sugli altri componenti.

La psicoterapia sistemico relazionale permette una visuale più completa delle molteplici  difficoltà che le persone affrontano nell’arco naturale del proprio ciclo di vita, mira alla valorizzazione delle competenze personali e relazionali, delle risorse rintracciabili nel contesto di vita attuale e all’elaborazione di modalità di comunicazione interpersonale più efficaci

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Coppie: è il momento di farti conoscere mio figlio?

Tantissime coppie hanno figli nati da relazioni precedenti. Come per tutte le coppie, viene il momento in cui entrambi i partner sentono il bisogno di aumentare questo legame e nasce l’esigenza, il bisogno o la voglia di presentare il figlio nato dalla precedente unione al compagno. Ma come possiamo sapere se è il momento giusto? Sono vari i dubbi che devono essere risolti: come sarà la reazione del bimbo? Come potrei rendere tutto naturale? Come si troverà con il mio nuovo compagno? Andranno d’accordo?

In queste situazioni è utile riflettere sul significato della nostra storia per noi, per il partner e presentare il bambino soltanto nel momento in cui siamo sicuri, con le giuste parole e costruendo situazioni ad hoc.

Una presentazione adeguata rappresenta un ottimo inizio per una storia importante anche per i figli.

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