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Shopping compulsivo come forma di gestione dell’ansia

sindrome-shopping-compulsivo

Da recenti sondaggi, il 90% dei soggetti è rappresentato da donne che appartengono a una fascia sociale media, con un’età media di 40 anni. Ma già dall’adolescenza si possono individuare le prime avvisaglie e sintomi della dipendenza da shopping. Cosmetici, capi d’abbigliamento, scarpe e gioielli sono tra gli oggetti preferiti dalle donne, gli uomini invece prediligono accessori tecnologici.

Gli elementi chiave per una lettura psicologica dello shopping compulsivo sono la compulsività degli acquisti come modo di contenimento di una ansia altrimenti indomabile.

Inoltre la sindrome da dipendenza da shopping può essere considerata come un tentativo messo in atto per alleviare uno stato depressivo sottostante di cui il soggetto non sempre è consapevole. Il sollievo che la persona sente dopo lo shopping, va a colmare un vuoto di relazioni, sentimenti e autostima che sta vivendo.

Un altro significativo fattore è costituito dalle ripercussioni sulla vita sociale, lavorativa, familiare e coniugale che la dipendenza da shopping compulsivo causa, oltre alle perdite finanziarie e all’importante portata di stress psicologico, di ansia, di depressione.

Liberarsi dalla dipendenza da shopping si può, come da ogni altra forma di dipendenza, con un trattamento psicologico che tenga sotto controllo i comportamenti problematici e li riduca nel tempo fino a farli scomparire.

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L’ansia sociale

parlare in pubblico provoca a molte persone ansia

parlare in pubblico provoca a molte persone ansia

La Fobia Sociale è un disturbo ansioso caratterizzato da una persistente paura nelle relazioni sociali. Comporta una serie di risposte involontarie che possono prendere la forma di sintomi fisici (rossore, tremore, sudorazione, disturbi gastrointestinali, spossatezza) e/o cognitivi (pensieri e fantasie negative).
Un tratto caratteristico della Fobia Sociale è l’ansia anticipatoria, ossia lo stato ansioso si manifesta anche molto tempo prima della situazione temuta.

Questa paura può portare chi ne soffre ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali, per la paura di comportarsi in modo “sbagliato” e di venir mal giudicati.
Solitamente le situazioni più temute da chi soffre di fobia sociale sono quelle che implicano la necessità di dover fare qualcosa davanti ad altre persone, come ad esempio esporre una relazione o mangiare; a volte può creare ansia semplicemente entrare in una sala dove ci sono persone già sedute, oppure parlare con un proprio amico.

Tale disturbo sembra esordire normalmente in età adolescenziale o nella prima età adulta.
Solitamente si distinguono due tipi di Fobia Sociale:
semplice, quando la persona teme solo una o poche tipologie di situazioni (per esempio è incapace di parlare in pubblico, ma non ha problemi in altre situazioni sociali come partecipare ad una festa o parlare con uno sconosciuto);
generalizzata, quando invece la persona teme pressoché tutte le situazioni sociali.

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Il disturbo ossessivo compulsivo

Il bisogno irrefrenabile di lavarsi spesso le mani è una compulsione tra le più diffuse

Il bisogno irrefrenabile di lavarsi spesso le mani è una compulsione tra le più diffuse

Il disturbo ossessivo compulsivo è  un disturbo d’ansia caratterizzato dalla presenza di ossessioni (pensieri ricorrenti non desiderati) e compulsioni (comportamenti, gesti che le persone avvertono la necessità di mettere in pratica)

Le ossessioni vengono in mente all’improvviso, contro la volontà del paziente. Queste idee fisse sono sempre accompagnate da un tentativo del paziente di resistereignorandole, tentando di scacciarle dalla sua mente o neutralizzandole con altre idee o azioni,  sono avvertite come incontrollabili e il loro contenuto spesso è molto lontano dai valori, le convinzioni morali o la personalità del paziente. Esempi di pensieri ossessivi potrebbero essere: “Ho dimenticato di chiudere la manopola del gas” oppure “Ci sono dei germi sulle mie mani”. Le compulsioni sono comportamenti (lavarsi le mani, riordinare, controllare) o azioni mentali (contare, pregare, ripetere formule) che la persona mette in atto in risposta a un’ossessione.

Le compulsioni sono comportamenti volontari messi in atto deliberatamente (al contrario delle ossessioni che sono involontarie), ripetute spesso e sempre uguali, e fuori dal controllo. Le persone sentono un forte impulso, una pressione interiore, a mettere in atto la compulsione e si sentono schiave delle compulsioni come se non ne avessero il controllo. Il motivo per cui le persone le compiono è la riduzione del disagio provocato dalle ossessioni e per prevenire un qualche evento temuto.

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