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Le difficoltà nell’addormentamento

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Le persone che faticano ad addormentarsi sono sempre più numerose. Molto più spesso rispetto a qualche decennio fa, si ritrovano in particolare nel sesso femminile difficoltà nell’addormentamento, difficoltà a tenere il sonno e a riposare un numero sufficiente di ore.

Con le conseguenze di dover affrontare con molta fatica e senza la lucidità necessaria una giornata lavorativa.

Quali possono essere i motivi?

Principalmente vengono chiamati in causa lo stress, le emozioni forti, l’uso del computer o della televisione subito prima di andare a letto..tutti fattori che contribuiscono a rendere difficile il rilassamento e un buon riposo.

E allora come si può risolvere il problema dell’insonnia?

Le strategie da seguire sono varie: in primo luogo si dovrebbe utilizzare il letto soltanto per dormire, evitando di lavorarci al computer, parlare al telefono, o anche soltanto guardare la televisione.

Dovremmo poi non pensare che non riusciremo a dormire, e che anche se non dormiremo, riusciremo comunque a riposare. Preoccupazioni e ansie non sono certo le buone alleate per l’accompagnamento al riposo.

Un altro consiglio è quello di andare a letto sempre alle stesse ore, per facilitare l’acquisizione di routine e  girare la sveglia in maniera da non guardare spesso che ore sono, cosa molto frequente nelle persone che non dormono facilmente ma che, oltre a essere inutile, rende ancora più difficile l’addormentamento. Come è utile andare a letto alla stessa ora, importante è anche svegliarsi sempre allo stesso orario, anche se gli impegni della mattina sono diversi: questo porterà a percepire la voglia di andare a letto sempre prima la sera, e più stanchi, e faciliterà il mantenimento delle routine.

È utile inoltre creare delle routine prima di addormentarsi: fare le stesse cose prima di dormire. Se vi piace leggere, potreste dedicare qualche minuto alla lettura, oppure decidere di fare un bagno per rilassarvi, ma è importante che soprattutto inizialmente siano sempre le stesse attività, che vi fanno rilassare. Potrebbe anche essere utile dedicarsi a qualche attività in palestra, o comunque uno sport da evitare nelle ore prima di addormentarsi: la stanchezza fisica rende più facile il riposo.

Queste sono alcune delle strategie per rendere più semplice l’addormentamento, che si rivelano spesso utili per agevolare il relax. Se le vostre difficoltà permangono anche dopo aver seguito questi pratici suggerimenti, è importante comunque non sottovalutare, potrebbero esserci problemi correlati ad eventuali stati depressivi, o a difficoltà legate a forti stress o ansie, da gestire con l’ausilio di uno specialista.

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Amare qualcuno che non sa amare

© Francesca Catastini http://www.francescacatastini.it

© Francesca Catastini
http://www.francescacatastini.it

Le persone che amano qualcuno che non sa amare tendono a compiere gli stessi errori.

Fanno di tutto per risvegliare l’amore nel compagno, sacrificandosi per lui, mostrandosi accondiscendenti e ipertolleranti, ma purtroppo spesso l’unico risultato che ottengono è quello di interrompere il loro stesso sviluppo. Nello sforzo di ridestare l’altra persona all’amore possono iniziare inconsapevolmente a vivere una vita piena di privazioni, di sacrifici soffocando gli aspetti di loro stessi che il partner critica e attacca, ad esempio le loro passioni, i loro sogni, i loro impulsi e ambizioni. Un altro errore diffuso è quello di mostrarsi allegri con le altre persone, cercando di mascherare o colmare la mancanza di felicità del partner e che deriva dalla loro relazione.

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La depressione post partum

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La depressione post partum è un disturbo psicologico che colpisce il 10% circa delle donne nelle settimane successive al parto e che, se non riconosciuta e curata con tempestività, può avere ripercussioni anche molto profonde non solo sulla mamma, ma anche sul partner e sulla delicata relazione con il bambino.

I sintomi non sempre sono facilmente riconoscibili. Si hanno spossatezza, mancanza di energie, difficoltà di memoria, disturbi del sonno e/o dell’appetito, facilmente confondibili con la prevedibile stanchezza dovuta alla fatica del parto e all’accudimento del neonato. Talvolta si hanno sentimenti di inadeguatezza, irritabilità, pessimismo, tendenza all’isolamento sociale, ansia eccessiva per la salute del bambino. Di questo la mamme spesso si preoccupano e si vergognano e non sempre chiedono aiuto, cosa che conduce all’aumento della durata.

Da qui la sensazione di essere sbagliate, di non saper apprezzare la gioia che il proprio bambino porta.

Riconoscere tempestivamente i primi segnali di depressione post partum è invece fondamentale per limitare i danni di una sofferenza che, se non adeguatamente curata, può causare conseguenze anche molto pesanti nella donna, nella sua relazione con il partner e soprattutto nella relazione con il bambino.

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