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Lettera da una lettrice: prepararsi per l’asilo

salve mi chiamo Francesca ho 2 bimbi,uno di quasi 29 mesi e l’altro di quasi 9 mesi! il primo bimbo è stato ammesso all’asilo ma io non mi sento pronta a mandarlo forse perchè lo vedo ancora piccolo, mi sento male tanto che ieri mattina ho saputo che lo avevano preso, stanotte nn ho dormito vorrei tanto un consiglio come comportarmi! Grazie

Buongiorno Francesca,

capisco la tua apprensione circa l’inserimento all’asilo..i primi distacchi dai figli sono “traumatici”, emergono in noi tantissime domande: “ce la farà?”, “come lo tratteranno le educatrici?”, “gli mancherò?”, “e se preferisce l’educatrice a me?”..i dubbi sono tantissimi e difficile non pensarci..come psicologa e coordinatrice di servizi all’infanzia il consiglio che sento di darti è di capire se la scelta di mandare all’asilo il bambino è quella giusta (mi immagino che ci avrai riflettuto e che la risposta sia sì), e quindi, farti forza e pensare che ci starà bene. Ti allego un paio di articoli che ho scritto sul modo per riconoscere gli asili di qualità e un altro sull’inserimento. Da parte mia ti posso dire che specialmente all’inizio i piccolini piangono nel momento che le mamme vanno via, ma poi appena uscite si calmano subito…questo per le mamme è logorante ma se imparerai a conoscere le educatrici e a fidarti, sapranno renderti sicura e serena rispetto alla scelta. Poi puoi sempre telefonare per sentire come sta, noi nei nostri nidi specialmente all’inizio esortiamo le mamme a telefonare se si sentono più tranquille, o anche a passare per vederlo cercando di non farsi vedere..tutto questo per far in modo che siano serene, visto che lo stato emotivo delle mamme, anche se difficile da credere, lo capiscono benissimo, e quindi sentire la serenità delle mamme li aiuta!

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fpsicologiaperfamiglia.wordpress.com%2F2013%2F07%2F30%2Fi-primi-distacchi-dei-figli-linserimento-al-nido%2F&h=9AQHihmhL

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fpsicologiaperfamiglia.wordpress.com%2F2013%2F08%2F03%2Fbambini-riconoscere-i-nidi-di-qualita%2F&h=9AQHihmhL

 

grazie per la risposta, molto utile mi sento meno oppressa ed ansiosa

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La depressione post partum

depression

La depressione post partum è un disturbo psicologico che colpisce il 10% circa delle donne nelle settimane successive al parto e che, se non riconosciuta e curata con tempestività, può avere ripercussioni anche molto profonde non solo sulla mamma, ma anche sul partner e sulla delicata relazione con il bambino.

I sintomi non sempre sono facilmente riconoscibili. Si hanno spossatezza, mancanza di energie, difficoltà di memoria, disturbi del sonno e/o dell’appetito, facilmente confondibili con la prevedibile stanchezza dovuta alla fatica del parto e all’accudimento del neonato. Talvolta si hanno sentimenti di inadeguatezza, irritabilità, pessimismo, tendenza all’isolamento sociale, ansia eccessiva per la salute del bambino. Di questo la mamme spesso si preoccupano e si vergognano e non sempre chiedono aiuto, cosa che conduce all’aumento della durata.

Da qui la sensazione di essere sbagliate, di non saper apprezzare la gioia che il proprio bambino porta.

Riconoscere tempestivamente i primi segnali di depressione post partum è invece fondamentale per limitare i danni di una sofferenza che, se non adeguatamente curata, può causare conseguenze anche molto pesanti nella donna, nella sua relazione con il partner e soprattutto nella relazione con il bambino.

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Gravidanza: emozioni e paura del parto

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© Francesca Catastini
http://www.francescacatastini.it

Alzino la mano le mamme che non hanno mai avuto paura del parto!

Quando una donna sa di essere incinta, si susseguono in lei varie emozioni, tra cui, specialmente nelle fasi finali, il timore del parto. Sarà doloroso? Sarà lungo? Riuscirò a dominare la stanchezza? Spesso queste domande non trovano risposta, nonostante tutte le varie rassicurazioni che le ostetriche danno….è naturale, il parto è una esperienza significativa, nuova…si sentono tantissimi racconti e non si sono mai visti due parti uguali: per questo è impossibile generalizzare; raccogliere storie di parti di conoscenti o amiche non aiuta certo ad affrontare questa bellissima esperienza senza paura. Nel momento dell’inizio del travaglio o della rottura delle acque, quando inizia il percorso che condurrà la mamma a conoscere il bimbo che ha portato in grembo, nasce in lei una grandissima energia ed importante diventa ottimizzare le proprie emozioni. La paura e l’ansia dovrebbero essere dominate dalla tenacia e soprattutto dall’ottimizzazione dell’energia. Utili a questo scopo le tecniche di visualizzazione e di rilassamento

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I primi distacchi dai figli: l’inserimento al nido

Da molti anni lavoro come psicologa e coordinatrice presso servizi per l’infanzia, in particolare nidi e scuole dell’infanzia.

Questa esperienza mi ha permesso di vedere un gran numero di inserimenti e come sono solita dire ai genitori quando spaventati durante il primo colloquio mi chiedono come le educatrici lo gestiscono, “l’inserimento è prima per i genitori e poi per i bambini”.

Molto spesso i genitori affrontano l’inserimento come un evento stressante e traumatico, spesso è il primo vero distacco dal figlio e questo comprensibilmente rappresenta per loro forte angoscia, che inevitabilmente viene trasmessa al bambino. “Potrò fidarmi delle educatrici? Come lo tratteranno? Saranno capaci di accudirlo e capirlo? Gli mancherò? Mi percepirà come la mamma che lo ha abbandonato?”. Questi sono alcuni dei dubbi dei genitori che accompagnano per le prime volte i bambini al nido e purtroppo, anche se questo spesso viene ignorato, i bambini percepiscono queste emozioni nei loro genitori e questo rende l’inserimento più difficile, è utile quindi capire meglio questo momento e imparare a prepararlo bene, sia per i genitori sia per i bambini.

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