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Dal blog “Come nasce una mamma”

 “Io e mio marito stiamo affrontando un periodo buio e stiamo pensando alla separazione. Come ci dovremmo comportare nei confronti dei nostri figli di 2 e 7 anni?”

Risponde la Psicologa Eleonora Pellegrini.

Cara lettrice,

quello che hai scritto mi fa pensare che state sempre valutando le varie ipotesi tra le quali quella della separazione per adesso sembra essere soltanto una delle tante..giustamente il pensiero primario va ai figli, cosa dire, quando, come gestire questa situazione di crisi….prevale soprattutto all’inizio il senso di colpa, la paura che i figli subiscano le conseguenze delle scelte e ci soffrano. Le separazioni indubbiamente non sono la cosa che ciascuno auspica quando decide di sposarsi, ma purtroppo sono sempre più frequenti e quello che mi sento di dirti, in base anche alla esperienza con altre donne che vengono in seduta con gli stessi dubbi, è che i figli sono bravissimi a capire se c’è qualche problema in famiglia e non è detta che se non chiedono nulla, non si stiano rendendo conto che la situazione non è serena. Spesso le coppie scelgono di non separarsi, o lo fanno dopo tantissimo per non fare soffrire il figlio. sono spinte da intenzioni nobili, ma i bambini capiscono gli stati d’animo dei genitori anche se non gli viene spiegato nulla, capiscono che le cose non sono più come erano prima, che non c’è serenità..e vedere tra i genitori, anche se in loro presenza non litigano, conversazioni rigide, assenza di affetto, di intesa, fa soffrire i figli ancora di più. È quindi utile ritagliarvi velocemente degli spazi senza i bambini allo scopo di valutare, di parlare e chiarirvi su come vedete la vostra relazione. Essenziale parlare con serenità ai figli, rassicurandoli, nel caso la decisione sia quella di separarvi, che entrambi gli volete bene e che continuerete ad occuparvi di loro con amore, in maniera diversa da come ve ne siete occupati finora, ma con le stesse attenzioni e lo stesso amore. È anche molto importante che i figli sentano che tra di voi nonostante la scelta di separarvi, riuscite a intrattenere dei rapporti positivi.

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Lettera da una lettrice

Dottoressa grazie per questa possibilità di parlare sul suo blog… Mi sento insicura di me e dopo un bel po’ che non mi venivano gli attacchi di panico me ne sono venuti due recentemente.. Poi sono molto depressa e non ho stimoli vorrei solo dormire dalla mattina alla sera. Molto spesso evito di uscire per paura che non riesco a gestire le situazioni che si presentano fuori casa!! Sto in trappola non riesco ad uscire da questo circolo poi avendo una bimba da sola senza un partner è un ancora peggio mi manca una figura maschile nella mia figlia poi l’affetto l’amore che un uomo possa darmi. un caro saluto e un caloroso abbraccio.

Ciao,

riconosco che la situazione che mi descrivi ha in sé moltissime componenti di difficoltà: l’assenza del tuo partner, la bambina da gestire senza l’appoggio di una figura maschile, e gli attacchi di panico, difficili per tutti ma soprattutto per chi come te deve anche tutelare una bambina e che avverte anche il senso di responsabilità e quasi di colpa correlato al loro insorgere. La mancanza di sonno e difficoltà di addormentamento rappresentano un sintomo della depressione, spesso ci sono cambiamenti nel sonno, o nell’alimentazione. Come le difficoltà ad uscire appaiono legate alla paura di eventuali attacchi di panico. La voglia di iniziare una storia, una relazione significativa, della quale avverti la mancanza, è normale e credo che tu possa coltivarla, con calma, senza fretta che si sa, non è mai la giusta consigliera, soprattutto avendo una figlia. E con serenità e calma potresti cercare qualche hobby, qualche attività da fare, in modo da sviluppare nuovi interessi, e che magari ti facciano anche conoscere nuove amicizie, nuove persone. Vedrai che uscire ti farà stancare, ti affaticherà, non ne avrai voglia e anche prepararti, vestirti non ti piacerà all’inizio, saranno per te noiosi e dovrai costringerti a farlo, ma un giorno piano piano non ti renderai nemmeno più conto di queste sacrifici, uscire per te diventerà normale come sarà normale ricominciare a uscire con le amiche e godere della compagnia delle persone. Non pensare troppo agli attacchi di panico, non sono prevedibili  e quindi possono venire in tutti i contesti, in contesti conosciuti o all’esterno, non vale la pena non uscire e privarti dei piccoli piaceri e gioie della vita di tutti i giorni, delle amicizie, delle passeggiate con la bambina!

 

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Lettera da una lettrice: prepararsi per l’asilo

salve mi chiamo Francesca ho 2 bimbi,uno di quasi 29 mesi e l’altro di quasi 9 mesi! il primo bimbo è stato ammesso all’asilo ma io non mi sento pronta a mandarlo forse perchè lo vedo ancora piccolo, mi sento male tanto che ieri mattina ho saputo che lo avevano preso, stanotte nn ho dormito vorrei tanto un consiglio come comportarmi! Grazie

Buongiorno Francesca,

capisco la tua apprensione circa l’inserimento all’asilo..i primi distacchi dai figli sono “traumatici”, emergono in noi tantissime domande: “ce la farà?”, “come lo tratteranno le educatrici?”, “gli mancherò?”, “e se preferisce l’educatrice a me?”..i dubbi sono tantissimi e difficile non pensarci..come psicologa e coordinatrice di servizi all’infanzia il consiglio che sento di darti è di capire se la scelta di mandare all’asilo il bambino è quella giusta (mi immagino che ci avrai riflettuto e che la risposta sia sì), e quindi, farti forza e pensare che ci starà bene. Ti allego un paio di articoli che ho scritto sul modo per riconoscere gli asili di qualità e un altro sull’inserimento. Da parte mia ti posso dire che specialmente all’inizio i piccolini piangono nel momento che le mamme vanno via, ma poi appena uscite si calmano subito…questo per le mamme è logorante ma se imparerai a conoscere le educatrici e a fidarti, sapranno renderti sicura e serena rispetto alla scelta. Poi puoi sempre telefonare per sentire come sta, noi nei nostri nidi specialmente all’inizio esortiamo le mamme a telefonare se si sentono più tranquille, o anche a passare per vederlo cercando di non farsi vedere..tutto questo per far in modo che siano serene, visto che lo stato emotivo delle mamme, anche se difficile da credere, lo capiscono benissimo, e quindi sentire la serenità delle mamme li aiuta!

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fpsicologiaperfamiglia.wordpress.com%2F2013%2F07%2F30%2Fi-primi-distacchi-dei-figli-linserimento-al-nido%2F&h=9AQHihmhL

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fpsicologiaperfamiglia.wordpress.com%2F2013%2F08%2F03%2Fbambini-riconoscere-i-nidi-di-qualita%2F&h=9AQHihmhL

 

grazie per la risposta, molto utile mi sento meno oppressa ed ansiosa

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Lettera da una lettrice

Salve! Ho 25 anni e sono mamma! Sono stanca del mio compagno.
Onestamente non si cosa fare io o meglio noi viviamo a casa con i miei da due anni. Ma al di là di questo non credo di provare amore per il mio compagno. Mi sento stanca per me è un fastidio persino andare a letto a dormire insieme. Credo di essere arrivata. Ma la situazione è difficile.

Carissima,

leggendo le tue parole, che iniziano immediatamente proponendo il problema, si capisce subito che la situazione per te è diventata intollerabile. Non scrivi quanti anni ha il tuo bambino, mi chiedo se per caso la situazione è degenerata da quando siete andati a vivere insieme ai tuoi e il nucleo è cambiato, aggiungendosi al bambino in una fase delicata come quella del diventare famiglia, né so da quanto tempo sei fidanzata per cui riesco con difficoltà a fare ipotesi sul motivo di questa insoddisfazione. Ma quello che si capisce, e tu per prima lo hai capito è che la situazione attuale non ti soddisfa. Mi chiedo se ne hai mai parlato con il tuo compagno, se anche per lui la situazione attuale non coincide con le sue aspettative. La via di fuga da questa situazione è indubbiamente porre questa difficoltà anche al tuo compagno, per sentire intanto cosa pensa lui. Forse la tua sensazione di non amarlo più potrebbe derivare dall’insoddisfazione per la situazione, che vi spinge a non avere privacy, intimità, a costruirvi una idea di famiglia che con l’arrivo del bambino è sempre più importante, forse non ti senti più corteggiata, forse ti senti stanca, forse il tuo compagno non partecipa come spereresti all’accudimento del bambino..provate a ricavarvi uno spazio tutto vostro, prima di prendere decisioni in merito a una eventuale separazione. Accudire un bambino porta via moltissime energie, e c’è bisogno di affinità, di intesa con il proprio compagno, sicuramente di armonia perché i bambini percepiscono qualsiasi stato d’animo e se in casa non siete sereni, questo si ripercuote anche su di loro, che indubbiamente vorrebbero sentire armonia intorno a loro. Forse il fatto di dover accudire un bambino piccolo, sommato al doverlo fare in una casa con tante persone, sommato alla stanchezza che deriva dal dormire poco, portano ad avere questi momenti. C’è da capire se è soltanto un momento, se è risolvibile e se da parte tua c’è la voglia di provare. Coraggio, è difficile ma serve tirare fuori questa situazione con il tuo compagno, lo farai per il bambino, a cui si capisce subito quanto tu tieni e sei legata, anche soltanto a leggere le parole con cui hai iniziato la tua lettera!

 

Si, adoro mia figlia , adoro essere mamma! Siamo a casa dei miei da poco prima di rimanere incinta. Sembrava che lui lo volesse. .Poi da quando ho scoperto di essere incinta lui è cambiato. Prima io gli tenevo sempre testa o meglio si faceva a modo mio poi lui e diventato più duro aggressivo.. credevo che lo volesse veramente ma forse solo non se ne rendeva conto di cosa vuol dire un figlio. Sta di fatto che non è andata come immaginavo mi sono sentita molto sola come se vivessi questa esperienza da sola…. è stata dura i primi tempi. Adesso vuole molto bene alla bimba ma io mi sento infastidita spesso dalla sua presenza ma mi dispiacerebbe per la piccola. Lui magari ha i suoi problemi sta di fatto che è diventato molto aggressivo basta niente x infastidirlo e farsi rispondere male. Sento che adesso ancora non e il momento per decidere o meglio per dire basta.ma credo proprio che comunque arriverà. Non è amore per lui solo tanto bene. forse sbaglio io forse il vero amore non esiste.

Grazie per le tue informazioni, adesso il quadro è più completo. La gravidanza spesso spaventa, tuttavia le donne, per le trasformazioni del corpo, la preparazione “mentale e ormonale”, sono le persone che prima si adattano alla nuova famiglia, all’idea di una nuova gestione ed emozioni. Invece è più difficile per gli uomini, per i quali la situazione non comporta squilibri, sbalzi di umore, fastidi, nausee, pesantezze..e che vivono la bellezza della gravidanza effettiva certe volte da quando inizia a vedersi la panciona. Forse il tuo compagno non aveva realizzato a fondo che significava una gravidanza, o non pensava che risultasse impegnativa così….situazione che indubbiamente è ancora cambiata dopo che è nata la vostra bambina. Comprendo come tu debba esserti sentita trascurata quando hai dovuto gestire da sola un periodo come la nascita e la gestione delle cure iniziali della bambina. Penso che la sua aggressività, la sua insofferenza, siano un po’ causati dalla situazione, dovreste provare a ritagliarvi un periodo, qualche momento da soli voi due, e voi con la bambina, una uscita fuori, una cena, una piccola vacanza, anche soltanto un picnic all’aperto per godervi la vostra famiglia. Ti aiuterà anche a capire se l’amore potete recuperarlo. Non è indubbiamente l’amore dei primi periodi, la passione, l’eccitazione euforica si trasforma in una forma più mite, ma più solida e resistente. Cambia la forma, ma la sostanza cresce!

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LETTERA: come togliere il pannolino

 

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Gent. Dottoressa,

sono la mamma di Riccardo, un bambino che ha 3 anni e non vuole togliere il pannolino. Quando gli propongo di fare la pipì nel suo vasino si innervosisce e non vuole. Pensavo di spannolarlo in questi giorni complice il caldo, ma non ne vuole sapere. Mio marito crede non sia così importante e non mi supporta quando insisto con il bambino…secondo lei devo insistere? Sono un po’ demotivata, vorrei un po’ di supporto..

Cristina

Buongiorno Cristina,

togliere i pannolini rappresenta una fase molto importante per i bambini e non è uguale per tutti…c’è chi se lo toglie autonomamente come scelta di indipendenza o chi non è pronto nonostante sia grandicello….la cosa importante è che le mamme non si preoccupino. I bambini comprendono gli stati d’animo delle mamme e per loro è facile percepire pressioni psicologiche…è una fase di crescita molto delicata, deve essere una loro scelta, alle mamme resta da accompagnarli e offrire il loro sostegno ma se non sono i bambini ad essere convinti è difficile e stressante. Il periodo dell’estate è l’ideale, ci possono essere occasioni di piccole vacanze, gite, giochi d’acqua, tutte situazioni che potrebbero offrire spunti per iniziare questa avventura dello stare senza pannolino.

Cercate di creare situazioni di novità..e incentivare la curiosità e la voglia di essere più grande, ma se vedete che non è pronto siate sereni senza mettergli ansie..vi farà capire lui quando è pronto! E tranquilla, non aspetterà ancora a lungo!

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