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L’ansia sociale

parlare in pubblico provoca a molte persone ansia

parlare in pubblico provoca a molte persone ansia

La Fobia Sociale è un disturbo ansioso caratterizzato da una persistente paura nelle relazioni sociali. Comporta una serie di risposte involontarie che possono prendere la forma di sintomi fisici (rossore, tremore, sudorazione, disturbi gastrointestinali, spossatezza) e/o cognitivi (pensieri e fantasie negative).
Un tratto caratteristico della Fobia Sociale è l’ansia anticipatoria, ossia lo stato ansioso si manifesta anche molto tempo prima della situazione temuta.

Questa paura può portare chi ne soffre ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali, per la paura di comportarsi in modo “sbagliato” e di venir mal giudicati.
Solitamente le situazioni più temute da chi soffre di fobia sociale sono quelle che implicano la necessità di dover fare qualcosa davanti ad altre persone, come ad esempio esporre una relazione o mangiare; a volte può creare ansia semplicemente entrare in una sala dove ci sono persone già sedute, oppure parlare con un proprio amico.

Tale disturbo sembra esordire normalmente in età adolescenziale o nella prima età adulta.
Solitamente si distinguono due tipi di Fobia Sociale:
semplice, quando la persona teme solo una o poche tipologie di situazioni (per esempio è incapace di parlare in pubblico, ma non ha problemi in altre situazioni sociali come partecipare ad una festa o parlare con uno sconosciuto);
generalizzata, quando invece la persona teme pressoché tutte le situazioni sociali.

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Risorse psicologiche e perdita del lavoro

© Francesca Catastini www.francescacatastini.it

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http://www.francescacatastini.it

Le risorse individuali nell’affrontare un evento fonte di stress, in questo caso la perdita del lavoro, sono molto importanti, variano da individuo a individuo. Le conseguenze comportano sintomi sia fisici che psicologici (nervosismo, irascibilità, affaticamento fino sintomi più gravi come depressione, attacchi di panico o ansia). Possono esserci, oltre a tali sintomi, manifestazioni psicosomatiche come gastrite, dermatiti, mal di testa. Dinnanzi a un evento traumatico di questo tipo, non ci si trova solo a fare i conti con il venir meno di una fonte di sostentamento, ma anche con quelli che sono i suoi risvolti psicologici e sociali. È necessario chiedere aiuto, non vergognarsi. Molti sperimentano un senso di colpa pensando di esserne responsabili. Ma non sempre è così, ed è importante condividere e confrontarsi con gli altri.  Se il problema dovesse essere troppo gravoso, al punto da non riuscire a esprimerlo con gli amici o il partner (coinvolto anche dal punto di vista economico) è bene rivolgersi ad un professionista, uno psicologo che sarà di ausilio a rafforzare i propri punti di forza per ricollocarsi e rimettersi in gioco.

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Perdita del lavoro: importante la richiesta di aiuto

Foto di Francesca Catastini www.francescacacastini.it

© Francesca Catastini
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Le risorse individuali nell’affrontare un evento fonte di stress, in questo caso la perdita del lavoro, sono molto importanti, variano da individuo a individuo.

Le conseguenze comportano sintomi sia fisici che psicologici (nervosismo, irascibilità, affaticamento, depressione, attacchi di panico o ansia). Possono esserci, oltre a tali sintomi, manifestazioni psicosomatiche come gastrite, dermatiti o mal di testa. Dinnanzi a un evento traumatico di questo tipo, non ci si trova solo a fare i conti con il venir meno di una fonte di sostentamento, ma anche con quelli che sono i suoi risvolti psicologici e sociali. È necessario chiedere aiuto, non vergognarsi. Molti sperimentano un senso di colpa pensando di esserne responsabili. Ma non sempre è così, ed è importante condividere e confrontarsi con gli altri.  Se il problema dovesse essere troppo gravoso, al punto da non riuscire a esprimerlo con gli amici o il partner (coinvolto anche dal punto di vista economico) è bene rivolgersi ad un professionista, uno psicologo che sarà di ausilio a rafforzare i propri punti di forza per ricollocarsi e rimettersi in gioco.

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Ricostruirsi

“Quando non si può tornare indietro, bisogna soltanto preoccuparsi del modo migliore per avanzare.”

Paulo Coelho

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Uomini e donne: mobbing sul lavoro

Spesso le persone subiscono a lavoro varie ingiustizie, richieste oltre i limiti, pressioni di vario tipo. Importante riconoscere quello che le aziende possono chiedere e siamo obbligati a rispettare e quello che non siamo tenuti a soddisfare. Ma quando poterci ribellare? Come far notare all’azienda che ciò che ci chiedono è esagerato senza sentirci in dovere di soddisfare ogni esigenza né in colpa?

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