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Nonni e nipoti adolescenti

Il tempo delle mele

Il tempo delle mele

Una delle relazioni di cui si discute meno è quella dei nonni con i nipoti adolescenti. Si parla dei rapporti con i fratelli, i genitori, gli zii e le zie, ma spesso il rapporto con i nonni è uno dei principali per i nipoti, e, soprattutto in adolescenza, continuano a venire ritenuti tra le principali figure di riferimento.

Facendo un confronto con qualche decina di anni fa si nota una evoluzione economica e sociale che ha portato profonde trasformazioni nella vita della famiglia. Oltre al sostegno economico per le famiglie sempre più in difficoltà, i nonni talvolta si trovano ad affrontare la trasmissione dei valori tra le generazioni con gran difficoltà specie con nipoti adolescenti.

Spesso i nonni sono quindi un validissimo aiuto sia per i genitori, mostrandosi come esempio, che per i nipoti, porto sicuro per confrontarsi con persone di famiglia ma che non siano i genitori, con cui nell’adolescenza si possono avere rapporti difficili.

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Le cattive compagnie dell’adolescenza

Il tempo delle mele

Il tempo delle mele

Crescere significa anche socializzare di più con i pari. Venire in contatto con il mondo esterno comporta il rischio di incontrare quelle che i genitori chiamano “cattive compagnie” che possono essere usate dai genitori per giustificare il comportamento sconcertante dei loro figli.

La questione è: “perché alcuni adolescenti cercano le cattive compagnie ed altri no?”

L’adolescenza per i ragazzi è un momento chiave dello sviluppo, è caratterizzata da modifiche sia nella fisicità, che nei vissuti e nelle emozioni. È fondamentale riuscire a capire cosa possa portare a una vera devianza e cosa salvi il ragazzo dall’adottare uno stile comportamentale antisociale. Importante il ruolo della famiglia, ma oltre alla famiglia è utile considerare la vita sociale tra gli amici. Aggressività e disobbedienza portano a problemi scolastici e a un rifiuto da parte dei coetanei più ‘tranquilli’ e spingono i giovani problematici ad avvicinarsi e ad unirsi. La frequentazione di pari devianti sfocia ovviamente in pratiche antisociali che possono anche consolidarsi nella vita adulta.

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Le relazioni nei disturbi alimentari

anoressia

L’anoressia, la bulimia e gli altri disturbi del comportamento alimentare sono e continuano ancora ad esserlo molto studiati, nelle loro varie forme, nella loro cause, nella loro durata e possibilità di guarigione. Secondo le principali teorie, i disturbi alimentari sono causati dalle difficoltà dell’adolescenza, dai sentimenti di inadeguatezza delle ragazze (che vengono più spesso coinvolte da questo disturbo), dal prevalere nei media di immagini di persone eccessivamente magre, dall’ammirazione dei modelli di magrezza e dalla volontà di imitarli, per essere accettate in un momento così impegnativo e pieno di insicurezza quale l’adolescenza. Per essere carine ci si sente in dovere di essere magre, quindi si mettono in atto strategie di dimagrimento rigide, senza controllo né supporto da parte di nutrizionisti o dietisti (anche perché spesso si vuole tenere nascosta la voglia di dimagrire), spesso con condotte di eliminazione come vomito o diarrea indotte. Ma attualmente si fa strada, e prende sempre più campo una ipotesi che va oltre la semplice volontà di dimagrire per emulare modelli, o meglio, si sommano a questa volontà tipica delle ragazze adolescenti, anche difficoltà di tipo relazionale, familiare..spesso si tratta di ragazze inserite in contesti familiari anche apparentemente perfetti, ma che portano invece diverse difficoltà: padri troppo spesso assenti, madri perfezioniste, o troppo impegnate al lavoro, voglia di riscatto, voglia di farsi valere, sensazione di non contare nulla e di non essere considerate, perdita di controllo su ogni sfera della vita privata e con gli altri. In questo contesto, l’unica cosa su cui la persona certe volte riesce a tenere il controllo è il cibo, su cui sfoga in maniera anche inconscia, questa difficoltà..e questo controllo e la “bravura” in questo vengono facilmente misurate in kg dimagriti. Quando questo processo di fa costante, compulsivo, riesce a diminuire l’ansia che deriva dai rapporti sociali, riesce a contenere quale malessere che può derivare dalla relazioni familiari o amicali inadeguate e rappresenta l’unica cosa che dà soddisfazione alla persona, che le fa capire che “in qualcosa riesce”. Ma quando la situazione è divenuta compulsiva, quando si è stabilizzata e il gioco del dimagrimento riesce, e diventa fondamentale, occupa la maggior parte dei pensieri, tutto è finalizzato a pesarsi, a contare i bocconi, a nascondere tali condotte di eliminazione..le ragazze divengono esperte di apporto nutrizionale, calorie, pesi, e si entra in un tunnel da cui è difficile uscire. Importante è riconoscere questo processo, interromperlo prima che divenga un pensiero compulsivo, e con l’aiuto di un buono specialista, di una rete familiare o amicale “corretta”, dal riaggiustamento delle relazioni e dall’acquisizione della consapevolezza anche da parte dei familiari dell’importanza di relazioni positive, è possibile cambiare, crescere, superare il disturbo, di qualsiasi forma sia.

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Adolescenti: dipendenza da Internet

internet-addicted

Inizialmente complessa da diagnosticare, la dipendenza da Internet può confondersi con il normale entusiasmo che bambini e adolescenti mostrano per le novità che li appassionano.

Ci sono dei segnali sui quali i genitori possono orientarsi per riconoscerla e intervenire in tempo: quando in rete, i ragazzi manifestano senso di benessere o euforia, o sono assorbiti come se gli altri non ci fossero; sembrano totalmente incapaci di staccarsi da Internet e, se costretti, manifestano ansia e irritabilità, ugualmente se non riescono a collegarsi manifestano sintomi di sofferenza o depressione, approfittano di ogni occasione per collegarsi e contemporaneamente negano di trascorrere molto tempo su Internet, diminuendo il tempo dedicato alle altre normali attività che li interessavano prima.  La cosa più grave, e più importante è il ritiro dalle relazioni sociali, preferendo la rete agli amici, e il fatto che si trascurano le altre attività: scolastiche, sociali, di pulizia, di gestione della quotidianità. Si possono manifestare inoltre cambiamenti nel comportamento alimentare come diminuzione di appetito ed alimentazione fuori pasto.

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Adolescenti: una storia umoristica per la presentazione della pagella!

Un padre entra nella camera della figlia e la trova vuota con una lettera sul letto.

Presagendo il peggio, apre la lettera e legge quanto segue:

‘Caro papà, mi dispiace molto doverti dire che me ne sono andata col mio nuovo ragazzo.
Ho trovato il vero amore e lui, dovresti vederlo, è cosí carino con tutti i suoi tatuaggi, il piercing e quella sua grossa moto veloce.

Ma non è tutto, papà: finalmente sono incinta e Abdul dice che staremo benissimo nella sua roulotte in mezzo ai boschi.

Lui vuole avere tanti altri bambini e questo è anche il mio sogno. E dato che ho scoperto che la marijuana non fa male, noi la coltiveremo anche per i nostri amici, quando non avranno più la cocaina e l’ecstasy di cui hanno bisogno.

Nel frattempo, spero che la scienza trovi una cura per l’AIDS così Abdul potrà stare un po’ meglio: se lo merita!
Papà, non preoccuparti, ho già 15 anni, so badare a me stessa. Inoltre Abdul, forte dei suoi 44 anni di età, mi segue e mi consiglia al meglio nelle scelte, come quella di convertirmi all’islam.
Spero di venire a trovarti presto cosí potrai conoscere i tuoi nipotini. La tua adorata bambina.


P.S.: tutte palle, papà! Sono dai vicini. Volevo solo dirti che nella vita ci sono cose peggiori della pagella che ti ho lasciato sul comodino. Ti voglio bene!’

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Obesità psicogena: cosa è

Botero, Donna che legge

Botero
Donna che legge

L’obesità è una malattia cronica determinata da un eccesso di massa grassa distribuita in maniera differente nei vari distretti corporei. Varie sono le forme e le cause dell’obesità.

L’Obesità Psicogena rientra fra i Disturbi del Comportamento Alimentare perché è sostenuta da cause di natura psichica e non da cause mediche di natura endocrina o genetica. Si tratta di un disturbo poco conosciuto, del quale non si parla spesso come invece accade nel caso di altri disturbi alimentari.

Il paziente che soffre di Obesità Psicogena presenta un marcato sovrappeso in assenza di cause mediche che lo giustifichino e si può presentare con altri disturbi psichici (Depressione Maggiore, Disturbi di Personalità, Psicosi). Questi soggetti non sono bulimici: il loro quadro clinico non include le abbuffate tipiche della bulimia, che sono tipicamente limitate nel tempo, accompagnate dalla sensazione di perdere il controllo e seguite dal senso di colpa. Utilizzano invece il cibo come compensazione a fronte di stati d’animo ansiosi o depressivi e di disagio psicologico.

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Sport e benessere psicofisico

donnahappy

Molte ricerche dimostrano come il benessere psicologico migliori la vita delle persone in tutti i campi: nella vita privata, nella vita lavorativa, ed anche a livello delle prestazioni sportive. È noto quanto soprattutto un atleta professionista deve avere sotto controllo la vita emotiva e personale, altrimenti spesso il rendimento può avere dei grandi crolli a livello delle prestazioni. I fattori che più spesso influiscono nel rendimento sono l’autostima, la percezione di sé e la qualità della vita privata dell’atleta. La cura psicofisica dell’atleta è indispensabile per il raggiungimento di risultati ottimali.

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