Le cattive compagnie dell’adolescenza

Il tempo delle mele

Il tempo delle mele

Crescere significa anche socializzare di più con i pari. Venire in contatto con il mondo esterno comporta il rischio di incontrare quelle che i genitori chiamano “cattive compagnie” che possono essere usate dai genitori per giustificare il comportamento sconcertante dei loro figli.

La questione è: “perché alcuni adolescenti cercano le cattive compagnie ed altri no?”

L’adolescenza per i ragazzi è un momento chiave dello sviluppo, è caratterizzata da modifiche sia nella fisicità, che nei vissuti e nelle emozioni. È fondamentale riuscire a capire cosa possa portare a una vera devianza e cosa salvi il ragazzo dall’adottare uno stile comportamentale antisociale. Importante il ruolo della famiglia, ma oltre alla famiglia è utile considerare la vita sociale tra gli amici. Aggressività e disobbedienza portano a problemi scolastici e a un rifiuto da parte dei coetanei più ‘tranquilli’ e spingono i giovani problematici ad avvicinarsi e ad unirsi. La frequentazione di pari devianti sfocia ovviamente in pratiche antisociali che possono anche consolidarsi nella vita adulta.

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5 commenti

Archiviato in ADOLESCENZA, GENITORI E FIGLI

5 risposte a “Le cattive compagnie dell’adolescenza

  1. Mi ha fatto piacere leggere questo post perché ho sempre pensato che la famiglia abbia un ruolo importante, sì, nell’educazione dei figli, ma che non sempre riesca a “stampare la propria impronta” nel percorso di crescita dei giovani adolescenti. Poi, sappiamo tutti che l’adolescenza è l’età della ribellione, della disobbedienza, della trasgressione. Gli amici, in questo contesto, giocano un ruolo fondamentale nella vita dei ragazzi. Certo, non tutti scelgono le “cattive compagnie”, ma chi lo fa, secondo me, agisce come un “bastian contrario” perché sa bene che i genitori non approverebbero mai. D’altra parte, è giusto che facciano delle esperienze, anche negative, purché capiscano quando si è raggiunto il limite e facciano un passo indietro. La buona educazione ricevuta verrà comunque a galla nell’età adulta.

    Ciò non significa che i genitori non soffrano e stiano a guardare con rassegnazione, continuando a chiedersi, quasi ossessivamente, “Cos’ho fatto di male?” “Dove ho sbagliato?”, “Perché proprio a me?. Del resto quando si decide di mettere al mondo un figlio non c’è nessuna garanzia che sia esattamente quello che ci si aspettava. L’importante è amarlo, anche nei momenti “bui”, perché la luce, prima o poi, tornerà a risplendere.

    Scusa, mi sono dilungata e alla fine ho scritto un commento più lungo del post stesso. E’ che quando mi faccio prendere la mano …:)

    • grazie del tuo commento! mi fa piacere sentirti d’accordo! eh l’adolescenza è un periodo delicatissimo, per i ragazzi ma anche per i genitori e gli interrogativi sono moltissimi…non si sa quello che è meglio fare, come farlo…e la sensazione è sempre quella di sbagliare, ma il mestiere del genitore è anche questo, poi come dici..la luce tornerà a splendere..

  2. Gina Virgin

    quanti ricordi , quanti sogni …. poveri genitori ! ed ora tocca a me !

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