“perchè se no prende il vizio”

Foto di Anne Geddes

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L’arrivo dei figli spesso è accompagnato, soprattutto nel caso del primo, da indicazioni, commenti, che le persone si sentono in dovere di fare per aiutare la coppia dei neogenitori a gestire al meglio il piccolo. Tra i molti consigli che si ricevono, spesso ben accetti perché fatti da chi ha più esperienza, in alcuni casi spuntano quella sorta di “terrorismi psicologici” dei famosi “vizi”. “Non tenete il bambino in braccio”, “non fatelo dormire nel lettone”….tutte frasi accompagnate dallo stesso epilogo: “se no prende il vizio”. Questo, se per alcuni casi può essere un utile suggerimento, per non abituare i bambini a gesti se non possono essere mantenuti, si rivela d’altro lato anche privo di utilità: perché non godere reciprocamente della forma più importante di contatto che c’è tra un genitore e un figlio, lo stare in braccio, o il dormire nel lettone, se i genitori e i bambini sentono il desiderio e possono farlo?

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2 commenti

Archiviato in BAMBINI, GENITORI E FIGLI, MATERNITA' E GRAVIDANZA, PREGIUDIZI

2 risposte a ““perchè se no prende il vizio”

  1. kla

    oggi molti genitori hanno perso la fisicità, credo che ritrovarla sia essenziale per genitori e figli perchè credo che sennò crescendo il divario si allarghi.

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